06 giugno 2014

Bilancio positivo per la IV edizione del progetto Zero – 18 Momento conclusivo con attestati a studenti e insegnanti a Palazzo Comunale


Momento conclusivo della quarta edizione del progetto Zero/18 territorio e futuro. Questa mattina nella Sala Quadri di Palazzo Comunale. L'iniziativa, promossa dall'Assessorato alle Politiche Educative e della Famiglia, con la collaborazione e il sostegno di Cassa Padana, era volta a sollecitare i vari soggetti imprenditoriali della comunità cremonese ad incontrare le giovani generazioni e le loro famiglie, per creare un dialogo tra scuola e territorio e costruire una rete di collegamenti che fosse di stimolo alla comprensione della realtà socio economica locale e base per le scelte di vita dei giovani. Con questo progetto il Comune ha dimostrato come sia possibile far dialogare in modo costruttivo i più giovani e le eccellenze delle realtà produttiva locale, permettendo ai ragazzi e alle loro famiglie di vedere da vicino modelli di lavoro utili per guardare al futuro in modo positivo. Dopo i saluti istituzionali da parte dell'assessore alle Politiche Educative e della Famiglia Jane Alquati, di Tarcisio Priori, capo area di Cassa Padana, e di Nicola Maffezzoni, dirigente della Camera di Commercio di Cremona, sono intervenuti Amilcare Acerbi, consulente del progetto Zero/18, che si è soffermato sul significato e le caratteristiche del progetto, e Lina Stefanini, coordinatrice del progetto Zero/18, che ha tracciato un bilancio dell'esperienza. A seguire ha preso la parola la parola Mario G. Dutto, esperto di politiche formative, già direttore generale del Ministero dell'Istruzione e dell'Università sul tema In classe oggi...gli innovatori di domani. Infine Barbara Ponzoni, responsabile Area Comunicazione Cassa Padana ha brevemente intervistato docenti, alunni, imprenditori e rappresentanti di categoria sulle esperienze realizzate dalle classi. Al termine sono stati consegnati gli attestati di partecipazione.


In questi quattro anni scolastici più di 5000 giovani cremonesi hanno avuto la possibilità di incontrare un imprenditore, essere informati sulle loro esperienze e visitare i luoghi di lavoro: attrezzature, prodotti, mansioni, evoluzioni,tecnologie, acquirenti, progetti per il futuro. I ragazzi hanno, in seguito alla visita all'azienda, creato un prodotto per narrare l’esperienza a un’altra classe della scuola e/o ai genitori riuniti in assemblea. I docenti hanno seguito tutto il percorso dei loro alunni: per molti dei 521 insegnanti coinvolti è stata una scoperta e un'emozione nuova entrare e soffermarsi in un laboratorio, un’officina, un magazzino. Una scoperta o riscoperta, dunque, del rapporto scuola-azienda.

Tra gli aspetti positivi non vi sono solo i dati statistici, come l'incremento di imprese disposte alla collaborazione o il raddoppio delle classi e del numero degli allievi coinvolti, (dalle 33 iniziali alle 81 dell’ultimo anno per un totale di 267 classi), ma anche e soprattutto la disponibilità di allievi, docenti, imprenditori, artigiani. Le associazioni di categoria e enti, un totale di 29, hanno ben colto l'opportunità: informare in modo corretto sulle varie realtà produttive del cremonese e sottolineare come la tecnologia oggi caratterizzi anche le mansioni apparentemente più semplici, richiedendo apprendimento e aggiornamento costanti, ma anche alleggeriscono la fatica del lavoro . I mass media, dal canto loro, hanno contribuito a valorizzare l’impegno degli studenti, dando costanti notizie delle visite: in alcuni casi hanno anche acconsentito a momenti di apprendistato. Nell'ambito dei media si colloca anche la realizzazione della prima web radio, www.radioworkingclass.it, che, nella sua fase sperimentale, è stata realizzata da un gruppo di ragazzi del Manin e del Torriani con il supporto dei tecnici dei siti Popolis e Vivere Cremona di Cassa Padana. I ragazzi attraverso la web radio hanno dato e continueranno a dare voce alle loro idee sulle tematiche della scuola, del lavoro e del territorio locale.

Per quanto il tempo dedicato a ciascun rapporto con le aziende si sia limitato a due incontri, bambini e ragazzi hanno raccolto stimoli utili a successivi approfondimenti. Ogni classe, infatti, ha documentato in un CD la propria esperienza: si è così creata una vera e propria banca dati dei soggetti produttivi cremonesi, descritti secondo gli occhi e le interpretazioni degli allievi. I dirigenti scolastici, dal canto loro, hanno assecondato le scelte dei docenti, il più delle volte le hanno inserite nel Piano dell'Offerta Formativa e hanno pubblicato sul sito dell'istituto il progetto e la documentazione del percorso.

A questo dialogo sono stati invitati anche i genitori dei ragazzi partecipanti con 16 incontri a loro dedicati su diverse tematiche, con lo scopo di aiutarli ad accompagnare i loro figli nell'orientamento scolastico, mostrando le opportunità che offre la realtà territoriale.
Il progetto, inoltre, è stato presentato nell'aprile del 2012 a Soderhamn in Svezia, nell'ambito di un convegno internazionale all'insegna della creatività e dell'innovazione: due giornate ricche di eventi, seminari, performance e workshop. In questa occasione Zero/18 territorio e futuro ha riscosso il plauso dei rappresentanti delle varie nazioni europee e da allora, è inserito in una piattaforma informatica comunitaria denominata “Radicare una cultura di intraprendenza e creatività nel piano formativo”.

Tra le novità della quarta edizione il protocollo d’intesa tra Comune, associazioni di categoria, enti pubblici, media e l’Ufficio Scolastico Regionale: questo documento conferma la volontà di continuare la collaborazione e l'intesa progettuale tra Comune, scuole, famiglie e sistema produttivo locale. Il fatto che più aziende e più scuole abbiano deciso di sostenere il progetto con un protocollo di intesa è il segnale di un bisogno a cui si sta dando la giusta risposta. I dati della customer satisfaction sono un evidente segnale del gradimento che i soggetti coinvolti hanno manifestato nei confronti del progetto e un chiaro invito a continuare sulla strada tracciata in questi quattro anni.

A quattro anni di distanza dalla prima edizione, è parso infatti opportuno fare un'indagine per conoscerne lo stato di salute e le possibilità di continuità. Per fare questo lo staff del progetto ha distribuito un questionario agli insegnanti dei diversi ordini scolastici a partire dalla scuola per l'infanzia infanzia fino alla secondaria di secondo grado. L’85% degli insegnanti ritiene che il progetto si inserisca in modo adeguato e molto adeguato nelle proposte educative e didattiche dell’offerta formativa della propria scuola. Il 93% delle insegnanti ritengono che i ragazzi trovano il progetto piacevole, stimolante e interessante. L'81% degli insegnanti ritiene che il progetto rappresenti un contributo significativo per i bambini e i ragazzi e le loro famiglie rispetto alla possibilità di offrire modelli possibili di ruoli nella società e nel lavoro; che contribuisca alla formazione dell’identità personale, rapportandosi alle molte storie del proprio territorio e aiuti i genitori nella scelta di studi dei propri figli. Gli insegnanti definiscono molteplici gli aspetti stimolanti e interessanti del progetto che può servire ad iniziare a conoscere le realtà lavorative del territorio e suggeriscono, tra l'altro, di potenziare i rapporti tra scuola e mondo del lavoro attraverso un dialogo maggiore con le imprese.

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