08 luglio 2013

Approvato il Bilancio di Previsione 2013


“Oggi il Consiglio Comunale ha approvato il Bilancio di Previsione 2013. La predisposizione di questo fondamentale strumento non è stata affatto facile. Il quadro di difficoltà economica e finanziaria nel quale ci muoviamo è noto a tutti.” Così il Sindaco Oreste Perri interviene su questo importante passaggio. Il Sindaco così prosegue: “A questo si aggiunge la grave situazione di incertezza istituzionale in cui gli enti locali sono costretti a muoversi: basta pensare che negli ultimi quattro anni si sono succeduti ben tre Governi che, per dare risposte alla grave crisi che il Paese sta attraversando, hanno pensato bene di  tagliare risorse agli enti locali, ai Comuni innanzitutto. E’ tale lo stato di incertezza, che ci siamo trovati ad approvare il bilancio di previsione a luglio, cioè a metà anno di riferimento, in presenza di una disposizione governativa che allunga il termine per la sua approvazione addirittura al 30 settembre

I tagli netti applicati al nostro Comune, quindi minori entrate, sono nell’ordine di oltre 10 milioni di euro, compresa la riduzione delle entrate da oneri di urbanizzazione, passati da 4,9 milioni nel 2008 a 1,5 milioni nel 2012, dovuta soprattutto alla crisi e alla stagnazione che sta vivendo da tempo il comparto dell’edilizia.

Nonostante queste minori entrate, l’Amministrazione ha voluto garantire ugualmente tutti i servizi ai cittadini, con particolare attenzione alla spesa sociale che – per quanto ci riguarda – non è stata toccata, anzi è aumentata.

A Cremona, nonostante la situazione di crisi, grazie anche alla collaborazione con i privati, è stato possibile movimentare opere per un importo complessivo stimabile attorno ai 70 milioni di euro, un investimento destinato a creare nuovi posti di lavoro. E’ questa una risposta, significativa per un ente locale come il nostro, al problema della disoccupazione, che però va naturalmente affrontato a livello nazionale, dove la politica deve riconquistare la propria credibilità, ormai in caduta libera. 

E’ vero, per quanto riguarda la sistemazione di via Dante non è stato possibile attuare il progetto di sistemazione definitiva, ma si provvederà comunque  a ridurre i punti critici agli incroci. D’altra parte, poiché dalla Regione è arrivato un consistente cofinanziamento per l’eliminazione di ben tre passaggi a livello all’interno della città, con il vincolo che tali opere vengano completate entro il 2014, si è deciso di dirottare su questo intervento strategico i fondi inizialmente destinati a via Dante. Non era possibile rinunciare ad una simile opportunità per Cremona sia per l’importo dei lavori, sia per i benefici che ne deriveranno.

Si parla, giustamente, di ridurre la spesa pubblica per abbassare la pressione fiscale. Ebbene, questo l’Amministrazione Comunale lo ha fatto e lo sta facendo: in quattro anni sono stati ridotti i compensi degli assessori del 40%, le spese di rappresentanza sono diminuite dell’80%, vi è stata una riduzione della spesa del personale di un milione e mezzo di euro e nel 2013 sarà di oltre 900 mila euro. Sono state ridotte le consulenze esterne per un importo pari ad un milione e mezzo di euro, per arrivare a 600 mila euro.

Venendo ai servizi a domanda individuale, cioè facoltativi e non obbligatori per legge come accade invece per i servizi sociali, si è deciso di chiedere la compartecipazione all’ingente spesa che l’Amministrazione deve sostenere per assicurare tali servizi. Da qui l’introduzione, per le scuole per l’infanzia, accanto alla quota variabile già in vigore, di una quota mensile fissa, di importo comunque molto limitato rispetto al costo del servizio, commisurata all’ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente), quale compartecipazione alla spesa di funzionamento del servizio e, parallelamente, un adeguamento della tariffa per gli asili nido.

La minoranza, su questo punto, ha proposto di ridurre il finanziamento alla Fondazione Teatro Ponchielli, e di utilizzare questi fondi per coprire parte dei costi che dovrebbero sostenere le famiglie. Abbiamo respinto la proposta in quanto il Teatro è una delle eccellenze della nostra città e, negli ultimi quattro anni, gli stanziamenti alla Fondazione sono già stati più volte ridimensionati. Un’ulteriore riduzione sarebbe stata una scelta a dir poco azzardata, che avrebbe potuto compromettere l’esistenza di questa istituzione, inducendo magari anche i privati a rivedere i loro contributi.

Detto questo, desidero rimarcare che mi sono assunto l’impegno a mitigare, per quanto sarà possibile, grazie ad alcuni fondi straordinari in arrivo dalla Regione, l’impatto economico sulle famiglie che potrebbe derivare dall’introduzione delle rette di frequenza. Lo faremo confrontandoci con le parti sociali e coinvolgendo la Consulta dei genitori. Ma deve essere chiaro che questo non vuol dire che è nostra intenzione rivedere l'impostazione che ci siamo dati. Le modifiche al regolamento con cui abbiamo introdotto il pagamento delle rette restano valide: la gratuità va riservata a chi versa in situazione di effettivo bisogno. 

E’ stato purtroppo necessario, per salvaguardare gli equilibri di bilancio e rispettare il Patto di stabilità, ritoccare dello 0,15 l’addizionale IRPEF (portandola sostanzialmente in linea con gli altri capoluoghi italiani), mentre l’IMU sui fabbricati diversi è stata aumentata dello 0,05%, passando da 0,93 a 0,98% (al di sotto, invece, di numerosi altri capoluoghi italiani), mantenendo però il sistema delle agevolazioni in atto per le onlus, gli anziani, le botteghe commerciali, le botteghe storiche, le abitazioni date in affitto, ed anche per le nuove attività produttive. Sono questi gli unici strumenti a disposizione degli enti locali per compensare i minori trasferimenti dallo Stato così da poter garantire i servizi ai cittadini.

Ritengo, in tutta coscienza, che, nella  situazione data, sia stato fatto tutto quanto possibile per ridurre la spesa e salvaguardare la qualità dei servizi erogati. Tutto è migliorabile, s’intende, ma è necessario che ci sia una volontà di comprensione reciproca, anziché contestazioni aprioristiche su ogni misura senza offrire soluzioni alternative, veramente praticabili, soprattutto in un momento di grande incertezza come quello che tutti gli enti locali stanno vivendo."

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